The production of wine in Puglia

The production of wine in Puglia

Il Vino Pugliese

In Puglia la vendemmia è il momento in cui l’uva dei vigneti, coltivata con cura durante tutto l’anno, viene raccolta e portata nelle cantine per iniziare il processo di vinificazione, che porterà alla trasformazione del mosto in vino. Ma prima di arrivare a questo importante momento, c’è un grande lavoro e tanto impegno alle spalle che richiede conoscenze, tempo e dedizione. Il tutto legato a tradizioni millenarie che si tramandano col susseguirsi di generazioni.

Il processo che porta alla formazione del vino ha bisogno di suoli, vitigni e condizioni climatiche ottimali, nonché di corrette e accurate tecniche di conduzione del vigneto, le stesse di duemila anni fa, ma rese più moderne ed efficienti dal progresso. Sulla base della millenaria esperienza viticola si ritengono inadatti alla coltivazione della vite i terreni eccessivamente umidi, salati, calcarei, argillosi e con eccessiva stanchezza.

Nell'impianto di un vigneto è senza dubbio fondamentale conoscere l’esatta composizione fisica e minerale del terreno che verrà utilizzato. La zona ideale per la piantagione di un vigneto è caratterizzata da inverni miti e non eccessivamente rigidi. Il momento migliore per l’impianto è fine ottobre, in modo da permettere la radicazione durante l’inverno e consentire così di affrontare al meglio il periodo vegetativo. La fase di crescita e sviluppo della vite, nonché le relative cure possono durare fino a 4 anni, dopodiché il vigneto può essere messo a frutto.

Manduria, il Vino Primitivo Pugliese che fa la storia

La zona di Manduria, in Puglia, è una zona affascinante, misteriosa e, per certi versi, ancora inesplorata. Basti pensare che, a pochi passi, si trova un’antica strada di origine templare. Giuseppe Milizia, un famoso architetto e interior designer di fama internazionale non esita a sponsorizzare questa affascinante parte di Puglia, ricca di cultura e di storia, da cui ha origine il celebre Vino Primitivo. In questa terra il vino prodotto sembra incorporare profumi, cultura e sapori ineguagliabili tanto da trasformarsi in un nettare inebriante in grado di esaltare varie pietanze.

In questa “terra sitibonda ove il sole si fa vino” (come la definì Dante), l’uva del Primitivo assorbe con facilità il colore provocando quasi un appassimento naturale che fa aumentare gli zuccheri ed elevare la gradazione alcolica del vino Primitivo. Un processo naturale e delicato dal quale si origina l’eccellente qualità del Primitivo, così denominato in quanto la maturazione avviene più precocemente rispetto alle altre uve. Dopo oltre un secolo dalla prima bottiglia di Campo Marino, il Primitivo è entrato, di diritto, nel gotha dei vini avendo ottenuto, nel 2009, la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), il più alto riconoscimento qualitativo per un vino. Da quando si è finalmente preso consapevolezza delle notevoli potenzialità del vino Primitivo, fra i piccoli produttori si sta assistendo ad una importante inversione di tendenza. Non si estirpano più i vigneti di Primitivo per incassare il relativo premio della Comunità Europea, ma bensì, si è sviluppata una vera e propria corsa alle concessioni per ottenere le autorizzazioni ad impiantarne di nuovi. Il vino Primitivo è ritornato ad essere il fulcro dell’intera economia di questa zona. 

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